29 marzo 2008

Schiava d'amore (N. Michalkov, 1975)

Schiava d'amore (Raba Ljubvi)
di Nikita Michalkov – URSS 1975
con Elena Solovej, Rodion Nachapetov
**1/2

Rivisto in DVD, alla Fogona, con Marisa.

È il secondo lungometraggio di Michalkov, ma il primo ad aver avuto una certa notorietà in occidente. Basato su una sceneggiatura di suo fratello Andrei Konchalovski (il futuro regista di "A trenta secondi dalla fine" che – a differenza di Nikita – ha scelto di usare il cognome della madre), a sua volta rimaneggiamento di un film dallo stesso titolo che era rimasto incompiuto per dissidi fra il precedente regista e la casa di produzione, è ambientato a Odessa e in Crimea nell'ottobre del 1917, ossia quando il paese era scosso dalla rivoluzione bolscevica. Ma gli eventi storici sembrano lontani, confinati a Mosca, mentre a Odessa – nonostante la mobilitazione dell'esercito contro i sovversivi rivoluzionari – l'attrice Olga e la troupe del film muto che lei sta girando (un melodramma esotico e strappalacrime intitolato appunto "Schiava d'amore") sembrano immersi in un'atmosfera onirica ed estraniante. Pur frivola e capricciosa, l'attrice però si annoia e sogna di impegnarsi attivamente in qualcosa di concreto: e riesce ad soddisfare la propria coscienza sociale aiutando un operatore di cui è innamorata e che è compromesso con i bolscevichi. Il film, piuttosto piacevole, non punta tanto le sue carte sulla ricostruzione storica quanto su barlumi di quell'atmosfera conviviale e cechoviana che diventerà il marchio di fabbrica del regista russo. I personaggi sembrano quasi lasciarsi trasportare dagli eventi ed essere in perenne attesa che il destino decida per loro quale sia la giusta direzione da prendere.

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