19 marzo 2008

Persona (Ingmar Bergman, 1966)

Persona (id.)
di Ingmar Bergman – Svezia 1966
con Bibi Andersson, Liv Ullmann
**1/2

Visto in DVD.

Elisabeth (Ullmann), attrice di teatro stufa di "recitare" e stanca dell'ipocrisia della vita, si chiude in un ferreo mutismo. Per scuoterla da questa strana apatia nei confronti del mondo e distoglierla dal silenzio e dall'immobilità, la giovane e loquace infermiera Alma (Andersson) la conduce in una villa sul mare. Le due donne diventano amiche e Alma si lascia andare a confessioni e ricordi personali, ma nemmeno il tentativo di Elisabeth di ripararsi dalla vita per non dover più mostrare reazioni false e insincere le impedisce di ferire i sentimenti della ragazza. Un film esistenzialista e introspettivo sul concetto di individuo e sul suo rapporto con il mondo esterno, forse un po' pallosetto nella sua astrazione ma sicuramente interessante per lo stile, con primissimi piani sui volti delle protagoniste e una bellissima fotografia (di Sven Nykvist) molto contrastata. Pur essendo votata al "privato", ossia a scrutare all'interno dell'animo delle persone, la pellicola non tralascia accenni a fatti "pubblici" (si intravede la celebre foto del bambino del ghetto di Varsavia; si parla della guerra del Vietnam, con le immagini dei bonzi che si danno fuoco per protesta), forse per indicare l'impossibilità di astrarsi completamente dal mondo come vorrebbe fare Elisabeth. Nel finale una scena (un frammento di discorso di Alma) viene ripetuta per due volte, inquadrando prima il volto di chi ascolta e poi quelli di chi parla, come se le due protagoniste si rispecchiassero l'una nell'altra e di fondessero in un'unica "persona".
I primi minuti del film, un montaggio di immagini subliminali (anche di un pene eretto!), vecchi filmati e ricordi d'atmosfera, hanno una carica crudele, surreale e metacinematografica che mi ha fatto venire in mente "Un chien andalou" di Buñuel (ma anche Lynch). A metà film, inoltre, la pellicola sembra spezzarsi e prendere fuoco, proprio nel punto in cui Alma è soggetta a un esaurimento nervoso e il suo rapporto con Elisabeth si degrada irrimediabilmente. Belle ed brave le due attrici.

4 commenti:

Luciano ha detto...

Un film che a me piacque molto. E' pur sempre un Bergman e sono contento che alcuni cinebloggers (tra cui tu naturalmente) lo abbiano riproposto.

Christian ha detto...

Sì, bello, però francamente a tratti mi ha annoiato un pochino.

Cotone ha detto...

"Invecchiare è come salire su una grossa montagna, sei sempre più stanco e affaticato, ma la visuale è sempre più ampia".
Ingmar Bergman
(In verità è più una parafrasi che una citazione, perchè è scritta a memoria).
Anch'io ho scritto qualcosa su questo film, in effetti non ho le idee chiare come te, ma ne ho alcune per conto mio.
Il tuo blog è molto carino, ha un certo ordine, una certa passione.
Buone cose

Christian ha detto...

Grazie della citazione e della visita, ricambierò. A presto!