18 marzo 2008

Kika (Pedro Almodóvar, 1993)

Kika – Un corpo in prestito (Kika)
di Pedro Almodóvar – Spagna 1993
con Verónica Forqué, Peter Coyote
**1/2

Visto in DVD.

Kika, estroversa truccatrice, è fidanzata con il complessato Ramon ma ha una relazione con il patrigno del ragazzo, Nicholas, scrittore di origine americana che è forse coinvolto nel suicidio della moglie e ha una strana attrazione per i serial killer e le storie di omicidi. A complicare la vicenda si aggiungono strani personaggi: Pablo, attore porno e stupratore evaso dal carcere; Juana (la "solita" Rossy de Palma), lesbica dichiarata, sorella di Pablo e domestica in casa di Kika e Ramon; Susana, una misteriosa bionda che frequenta Nicholas; e soprattutto Angela "la sfregiata" (Victoria Abril), ex psicologa e conduttrice di un programma di tv spazzatura, che gira con una tuta bondage/fantascientifica e una videocamera in testa per raccogliere notizie e filmati da trasmettere sul suo network. Fra menzogne, segreti (molti personaggi nascondono agli altri il proprio passato o anche il semplice fatto di conoscersi), tradimenti e vendette, il film mi è piaciuto parecchio nella sua prima parte, irriverente, frenetica e col tono trasgressivo e grottesco delle migliori commedie di Almodóvar, come "Donne sull'orlo di una crisi di nervi". Il passaggio nel finale ad atmosfere da thriller-horror più drammatiche e cruente lo rende invece poco equilibrato. E la denuncia della televisione spazzatura non convince fino in fondo, visto che in realtà il regista sembra nutrire una certa simpatia e accondiscendenza verso quello che Angela manda in onda (tanto da non tirarsi indietro nel mostrarci, con ironia, lo stupro prolungato di Kika da parte di Pablo). Interessanti comunque i temi dei guardoni, della privacy, dell'occhio televisivo, insoliti per Almodóvar (sono invece più nelle corde di un Wenders). Belli i costumi e le scenografie, colorate come sempre. Peter Coyote, che interpreta Nicholas, è perfetto come personaggio ambiguo e dai lati oscuri (lo ricordo come tale anche in "Luna di fiele" di Polanski). Con il successivo "Tutto su mia madre" il film non ha in comune soltanto la venerazione di Ramon per la madre ma anche una citazione esplicita del cinema hollywoodiano classico: Ramon guarda in tv "The prowler" ("Sciacalli nell'ombra") di Joseph Losey, una scena del quale è fondamentale per la soluzione della vicenda. Senza senso il sottotitolo italiano.

3 commenti:

Roberto Fusco Junior ha detto...

Questo l'ho visto a cinema quando uscì e poi mai più. Rimane comunque un Almodovar minore.

Christian ha detto...

Sì, è vero, ma ne avevo sempre sentito parlare così male che invece mi è piaciuto!

Luciano ha detto...

Anche secondo me è un film da vedere. Non eccezionale ma nemmeno da buttare.