25 marzo 2008

Batman forever (J. Schumacher, 1995)

Batman forever (id.)
di Joel Schumacher – USA 1995
con Val Kilmer, Chris O'Donnell
*

Visto in DVD.

Dal terzo episodio Burton si limita a produrre e lascia la manovella al mediocre Schumacher. Anche Keaton si defila dal ruolo dell'uomo pipistrello, ma non è che le cose migliorino di molto con l'ingessatissimo Kilmer. Con il passaggio di consegne tra i registi si passa dall'estetica del cinema a quella del telefilm, dalle scenografie gotico-futuristiche a quelle di un parco dei divertimenti, da una Gotham City labirintica e oscura a una città finta, plasticosa e coloratissima, con neon e luci fluorescenti. Le psicologie (già semplici) si superficializzano, i cattivi si riducono a mostri ridacchianti. Due Facce, in particolare, è la delusione maggiore: si trattava probabilmente del più interessante fra tutti i nemici di Batman nel fumetto, eppure qui (lo interpreta Tommy Lee Jones) non lascia alcuna traccia di sé: le sue origini sono rivelate en passant, in una decina di secondi o forse meno, senza evidenziare alcun legame con l'Harvey Dent visto nel primo film della saga, mentre le riflessioni sulla sua doppia natura si limitano alla scena – carina – della dimora divisa in due, con tanto di doppia amante (quella "angelica" è Drew Barrymore!). A rubare la scena è invece Jim Carrey, alias l'Enigmista, ma solo perché la sua mimica facciale spicca rispetto alla mancanza di recitazione del resto del cast, compresa una Nicole Kidman che non si spreca certo negli inutilissimi panni di una psicologa innamorata di Batman. Come se non bastasse, ecco Robin: non se ne sentiva certo la mancanza, ma se non altro avrebbero potuto scegliere un attore più giovane del venticinquenne O'Donnell. Forse si voleva evitare ogni possibilità di lettura ambigua del rapporto fra i membri del Dinamico Duo? In ogni caso, il peggio del film è dato senza dubbio dalla sceneggiatura, puerile e noiosa, che tocca il punto più basso nei dialoghi fra la Kidman e Kilmer, fra allusioni, battute e frecciatine.

8 commenti:

Mario Scafidi ha detto...

su questo batman ti do ragione. una cagata come poche!

Christian ha detto...

Sì, fa il paio con il successivo "Batman & Robin", dove però almeno c'è Uma Thurman.

Carlo ha detto...

Sono uno dei pochi che ha apprezzato la gestine "Schumacheriana" temo, la sceneggiatura non decolla mai verso vette memorabili e i personaggi hanno poca grinta, notevole solo l'enigmista, ma il maggior pregio che vedo pero' in questi titoli e' nel gusto assai fumettistico di certe trovate. Si vedra' ad esempio come Uma Thurman diverra' Poison Ivy in modo non dissimile dalla nascita della Donna Gatto di Burton. Tra Burton e Schumacher, il primo si era notevolmente allontanato dal fumetto, Schumacher ci fa ritorno, e come nel fumetto la sospensione dell'incredulita' si deve fare piu' forte. Certo esiste fumetto e fumetto, ma nel mezzo tra scemate come "I Difensori" e i fumetti milleriani c'e' comunque del buono. Manca insomma spessore e profodita' ma c'e' svago e voluta ingenuita'.

Christian ha detto...

Ciao Carlo, in effetti devo ammettere che anch'io non ho del tutto sgradito il lato fumettistico del film, ma ho trovato davvero poco indovinata la sceneggiatura (e non solo per la sospensione dell'incredulità, ma proprio per la qualità dei dialoghi e delle situazioni) e quasi tutti i personaggi (L'enigmista si salva solo perché lo interpreta Carrey, con un altro attore anche lui naufragherebbe). Credo però che più che un ritorno verso i fumetti (che così ingenui erano soltanto trenta-quaranta anni prima, nella Golden Age) Schumacher abbia voluto avvicinarsi, come dicevo, al telefilm o al massimo ai cartoni animati, versioni più infantili degli stessi. Su Uma Thurman, la mia – nel commento precedente – non era una battuta: è effettivamente il personaggio migliore dei due film di Schumacher, ma il fatto che la sua origine sia così simile a quella di Catwoman (Woodrue al posto di Schreck, le piante e i serpenti al posto dei gatti) non gioca molto a favore dello sceneggiatore... Sul tuo accenno di passaggio ai "Difensori" non commento, a me non hanno mai fatto impazzire ma hanno i loro estimatori, in particolare il mio amico Martin, dal quale già mi aspetto un intervento... e in ogni caso ci sono svariati esempi di film di supereroi "leggeri" e "fumettosi" ben più piacevoli di questi due Batman: persino parodie come "Sky High" o "Mystery Men"!

Martin ha detto...

Prima di leggere la tua risposta Christian mi era già schizzato il sangue alla testa e mi si sono scatenati in testa pensieri irripetibili.
Dopo invece mi è venuto da ridere perchè hai previsto in pieno quello che sarebbe successo!
Tranquillamente posso dire che mi spiace davvero per chi non abbia mai letto "I Difensori" di De Matteis, penalizzati da una cronica presenza di pessimi artisti ma gratificati da alcuni dei personaggi più struggenti che i "comics" ricordino e da storie tanto folli quanto fantasiose e fuori dagli schemi.
Ancor più se queste persone si permettono di "sputare sentenze".
Per chi invece li avesse letti e trova comunque più "spessore" o più "senso d'avventura" o più "spirito fumettistico" nel Batman di Schumacher direi che la cosa si commenta da sola, e in ogni caso nemmeno la mia capacità di sintesi mi permette di aggiungere altro.

Carlo ha detto...

Martin sei molto offensivo nel tuo commento sospeso, nell'espressione "sputare sentenze", nell'attribuire cose non dette per argomentare. Se parli di me o a me (visto che rispondi ad un mio intervento) sappi che ho scritto che il film _manca_ di spessore, non che ce l'ha e non ho mai scritto di "senso d'avventura" che citi tra virgolette, ho parlato solo di gusto fumettistico che pure Christian riconsce esserci, seppur trova stantio, del fumetto della Golden Age.
Non credo di meritarmi il tuo disprezzo se non mi piaccino le stesse cose che ti fanno impazzire.
Anche io ho letto i Difensori e li trovo un fumetto del tutto minore nel panorama super eroistico, per quanto sia intervenuto De Matteis. D'altra parte mica e' detto che debba piacere necessariamente a tutti anche lo stesso lavoro di De Matteis.
De gustibus, il sangue alla testa fattelo tornare in circolo e abbi piu' rispetto.

Si Christian la nascita del personaggio di Uma Thurman e' effettivamente fin troppo simile a Catwoman tanto da non brillare per originalita', ma quella nascita cosi' ingenua era uno dei pochi momenti discreti del Batman di Burton, non mi dispiace sia stato ripreso. In effetti il plagio non gioca a favore della sceneggiatura, ma insomma siamo, con il titolo dove c'e' la Thurman, se non sbaglio al 4 film, ed al secondo di Schumacher: non e' che stiamo col fiato sospeso in attesa di stupirci l'originalita' e' stata ormai ben fiaccata...

Christian ha detto...

In effetti Martin, Carlo ha ragione, hai alzato un po' i toni sul personale. Io ti conosco e so che non era tua intenzione, ma un lettore neutrale avrebbe questa impressione, quindi spero che la questione si chiuda qui, anche perché sarebbe stupido far polemica su un film del genere e su un fumetto di venti o più anni fa (o mi sono perso qualcosa e anche i Difensori sono stati rispolverati dalla Marvel di recente?). In ogni caso, tutte le opinioni sono gradite e nessuno deve essere attaccato per aver esposto un suo parere personale (altrimenti io dovrei essere crocifisso ogni volta che parlo male di Burton o dei Coen... ^_^).

Martin ha detto...

Meglio chiarire, altrimenti si va avanti a non capirsi in eterno.
Dopo aver letto il tuo commento Carlo in effetti sono rimasto abbastanza sorpreso di certi giudizi e, parafrasando Luttazzi, ho preparato come risposta "due versioni una acida, rabbiosa e piena di risentimento e una poetica. Questa era quella poetica".
Scherzi a parte ti sei in gran parte risposto da solo, nel senso che in un caso mi rivolgevo a una categoria di interlocutori a cui hai chiarito di non appartenere, nel secondo caso formulavo semplicemente un ipotesi basandomi sulle qualità di un fumetto che secondo me ha avuto dei momenti veramente validi e senza l'uso delle virgolette sarebbe stato chiaro che non stavo citando nessuno.
Quello che invece contesto è l'uso, quello sì offensivo, della parola "scemate", offensivo non per me sia chiaro ma per i grandi autori che negli anni si sono succeduti e sto parlando di gente come Roy Thomas, Steve Gerber oltre al già citato De Matteis.
Quando invece hai corretto il tiro parlando di "un fumetto del tutto minore nel panorama super eroistico" oltre ad aver espresso un giudizio del tutto condivisibile hai evitato di cadere nella superficialità precedente.
I gusti poi non li contesta nessuno, almeno questo doveva essere chiaro fin da subito, ma il rispetto ovviamente deve andare in entrambe le direzioni.
In ogni caso il disprezzo non fa parte del mio d'essere su questo ti posso rassicurare.