23 febbraio 2008

Shaolin soccer (Stephen Chow, 2001)

Shaolin soccer (Siu lam juk kau)
di Stephen Chow – Hong Kong 2001
con Stephen Chow, Ng Man Tat
***1/2

Rivisto in DVD con Albertino, in originale con sottotitoli inglesi.

Che il film sul calcio più divertente ed emozionante di tutti i tempi sia stato realizzato a Hong Kong, e non in Italia o in Brasile, potrebbe sembrare quasi assurdo: ma quando c'è di mezzo un genio come Stephen Chow è lecito attendersi di tutto, anche un capolavoro fenomenale come questo. Il comico cantonese veste i panni di uno squattrinato esperto di kung fu alla disperata ricerca di un metodo per diffondere le arti marziali fra la gente comune. Dopo aver provato inutilmente a farlo attraverso il canto (in una scena esilarante), l'incontro con un allenatore fallito gli farà venire l'idea di applicare le tecniche dello Shaolin al football. Con l'aiuto dei suoi "fratelli" metterà così in piedi una squadra imbattibile, le cui azioni sul terreno da gioco sono degne di "Holly e Benji" e sfidano ogni legge della fisica, ma dovrà vedersela contro il dopatissimo e corrottissimo Evil Team del perfido Patrick Tse. Premesso che l'unica versione di questo film da vedere è quella cinese (quella internazionale è stata tagliata, quella italiana rovinata da un doppiaggio scandaloso affidato ai calciatori della Roma e della Lazio), "Shaolin Soccer" mescola in maniera straordinaria la comicità demenziale e misogina di Chow con lo spettacolo delle arti marziali (e non manca la satira al proposito!), i temi "seri" del cinema asiatico (la vendetta, il riscatto dalle umiliazioni, il gioco di squadra) con effetti speciali digitali mai usati prima a questi livelli nel cinema di Hong Kong. Innumerevoli i momenti e le situazioni indimenticabili, spesso al limite del surreale: dal portiere che fa il verso a Bruce Lee (stessa tutina gialla, stessi movimenti, stessi urletti) alla strafottenza dei cattivi, dal cameo di Cecilia Cheung e Karen Mok (con baffi e barba finta) alla "specializzazione" dei vari fratelli, che ricorda le pellicole degli Shaw Brothers. Insomma, un film che non mi stancherei mai di rivedere! Fondamentale il personaggio interpretato da Wei Zhao, la timida ragazza dal volto sfigurato che prepara il pane con le tecniche del Tai Chi, che ripara le scarpe malconce del protagonista con le toppe di Hello Kitty e che si trasforma in monaco-portiere nel finale (ma vedendola con la testa rasata, Chow le chiede: "perché ti sei vestita da E.T.?"). La musica roboante ruba un po' da tutto, persino da "Il Re Leone". Grande sforzo produttivo, ricompensato da un enorme successo: Chow ha preso il posto che un tempo era di Jackie Chan come campione di incassi in Asia e simbolo del cinema popolare hongkonghese. Da questo film in poi, inoltre, ha smesso di realizzare decine di pellicole raffazzonate ogni anno per curarle maggiormente, anche a costo di centellinarne le uscite.

6 commenti:

Carlo ha detto...

Quando ho visto la scena finale dove gli impiegati balzano sull'autobus, ho riso a crepapelle come non mi accadeva da anni per un film.
Un genio, un vero genio.

Martin ha detto...

Basta, ho deciso, a questo punto dovrò decidermi a vederlo...

Christian ha detto...

I momenti che fanno ridere a crepapelle sono moltissimi!
Martin, io te lo consiglio da sempre, ma sai bene che la comicità è molto soggettiva...

Fabio ha detto...

Eh, Shaolin Soccer. Probabilmente è molto divertente, ma io l'ho visto in una versione italiana che hanno ben pensato di affidare a doppiatori "VIP" (la trovata più idiota di questi anni, dare i film in mano a non-attori).

Ad ogni modo, dalla tua recensione mi sembra di intuire che non ami particolarmente il calcio...

Christian ha detto...

In originale è molto divertente, in italiano fa pena... Se ne hai la possibilità, prova a rivederlo con i sottotitoli!

Quanto al calcio, no, lo seguo anche se con moderazione...

Fabio ha detto...

Questa moderazione ti ha impedito di dire che sul calcio non si fanno film demenziali!

(...e che Fuga per la vittoria rimane il più emozionante)

Rivedrò se ho occasione.
Comunque per me l'apice del film è il portiere che abbandona il campo malridotto mettendosi gli occhialoni da sole alla Bruce Lee. :D