11 novembre 2007

Una storia americana (J.L. Godard, 1966)

Una storia americana (Made in U.S.A.)
di Jean-Luc Godard – Francia 1966
con Anna Karina, Laszlo Szabo
*1/2

Visto in DVD, in originale con sottotitoli.

Girato, montato e presentato quasi in contemporanea con "Due o tre cose che so di lei" (di cui condivide la protagonista), è un film che ho trovato brutto e insensato, condito da un'inutile catena di delitti e da un'atmosfera fasulla e fumettistica (gli stessi personaggi lo definiscono "un film di Humphrey Bogart realizzato da Walt Disney"). In una città americana forse immaginaria, e comunque chiamata Atlantic City, una misteriosa ragazza in impermeabile e armata di pistola indaga sulla recente morte del suo (ex?) amante Dick, attivista politico di sinistra, il cui cognome viene sempre coperto – ogni volta che un personaggio lo pronuncia – da rumori di fondo (squilli di telefono, suoni del traffico, rombi di aeroplani). La trama, che prende spunto dal caso dell'assassinio del politico marocchino Ben Barka da parte dei servizi segreti francesi, procede stancamente fra frasi metaforiche prive di ogni significato, discussioni filosofiche sulla guerra e sulla politica, contorsionismi narrativi: nella prima mezz'ora non si capisce nemmeno cosa stia accadendo, poi la sceneggiatura si sviluppa in tutta un'inutile catena di omicidi e sparatorie. Si salva giusto l'uso brillante del colore negli ambienti e nei costumi. Numerose le citazioni cinefile, che strizzano l'occhio soprattutto al cinema americano classico, con cui però la pellicola si pone stilisticamente in netta contrapposizione: alcuni dei numerosi personaggi si chiamano Mizoguchi, Preminger, Aldrich, Widmark, Siegel (ma ci sono anche Robert McNamara e Richard Nixon), mentre una didascalia in apertura dedica il film "a Nick e Samuel", ossia (presumibilmente) a Nicholas Ray e Samuel Fuller.

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