3 luglio 2007

Il raggio verde (E. Rohmer, 1986)

Il raggio verde (Le rayon vert)
di Eric Rohmer – Francia 1986
con Marie Rivière, Béatrice Romand
***1/2

Visto in DVD.

Il quinto episodio della serie "Commedie e proverbi", curiosamente ispirato a un romanzo di Jules Verne, è considerato uno dei capolavori di Rohmer e ha vinto il Leone d'Oro a Venezia. È caratterizzato da dialoghi molto realistici, con le voci dei personaggi che si sovrappongono mentre parlano, il che fa pensare che gran parte dei discorsi sia stata improvvisata sul tema, come confermerebbe il ringraziamento alla Rivière "per il testo e l'interpretazione" nei titoli di coda. La protagonista, Delphine, è una ragazza solitaria e complessata, vegetariana e irrequieta, un po' chiusa e asociale. Rimasta sola a Parigi alla vigilia delle vacanze estive (le scene di lei che cammina per le strade assolate, osservando i cittadini che prendono il sole sulle rive della Senna, mi hanno ricordato il film d'esordio dello stesso Rohmer, il bellissimo "Il segno del leone"), cerca inutilmente di trovare rifugio nella compagnia di amiche o di sconosciuti, in mare o in montagna. Le verrà in aiuto un insolito fenomeno atmosferico (descritto nel libro di Jules Verde da cui anche il film prende il titolo), il bagliore verde chiaro dell'ultimo raggio del sole che tramonta dietro l'orizzonte, visibile soltanto in condizioni particolari: si dice che chi lo vede diventi capace di leggere con chiarezza nei propri sentimenti e in quelli altrui. Un'attenta e precisa caratterizzazione psicologica, l'abile maestria narrativa del regista, l'attenzione minimalista ai particolari e le interpretazioni di attori in gran parte non professionisti contribuiscono a rendere questo film un vero gioiellino, con un finale che scalda il cuore.

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