19 luglio 2007

Harry Potter 3 (A. Cuarón, 2004)

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (Harry Potter and the prisoner of Azkaban)
di Alfonso Cuarón – USA/GB 2004
con Daniel Radcliffe, Rupert Grint, Emma Watson
**1/2

Come volevasi dimostrare, è bastato sostituire un pessimo regista come Columbus con uno dotato di maggior talento come Cuarón per dare vigore alla saga e sfornare quello che finora è forse il miglior episodio cinematografico della serie. Il regista messicano ha la giusta personalità per rendere interessante il mondo magico in cui si svolgono le vicende, non più a livello soltanto infantile ma a tutto tondo, con adeguate suggestioni estetico-visive e un certo senso del meraviglioso. Piccoli tocchi umoristici anche "cattivi" abbelliscono scenari e situazioni (il platano picchiatore che mangia gli uccellini, per esempio), la fotografia rende dark e fascinosi ambienti e paesaggi (belle le scene al chiaro di luna), mentre la sceneggiatura elimina finalmente alcuni dettagli presenti nel romanzo ma superflui rispetto alla storyline principale. Un film non è un libro, e la troppa fedeltà all'originale è spesso più un male che un bene. La pellicola introduce un personaggio fondamentale, Sirius Black, il "padrino" di Harry, il cui volto da malandrino è quello di un Gary Oldman che per una volta non recita troppo sopra le righe. Ma il cast dei comprimari si arricchisce anche di altri mostri sacri: Emma Thompson nei panni della sedicente veggente Sibilla Cooman, David Thewlis in quelli del professor Lupin, Julie Christie come madame Rosmerta, e Michael Gambon che sostituisce lo scomparso Richard Harris come preside di Hogwarts. Emma Watson, infine, si fa sempre più carina! D'altronde fra la lavorazione del secondo film e quella del terzo sono passati non uno ma due anni, e la cosa si vede: i tre protagonisti dimostrano ben più dei tredici-quattordici anni che i loro personaggi dovrebbero avere.

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