31 luglio 2007

Blow up (M. Antonioni, 1966)

Blow up
di Michelangelo Antonioni – Italia/GB 1966
con David Hemmings, Vanessa Redgrave
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Rivisto in DVD.

Nella swinging London degli anni sessanta, giovane, modaiola e apatica, un gruppo di clown e mimi scorrazza gioiosamente per le strade, mentre un fotografo di moda, fra una modella e l'altra, riprende scatti in giro per la città. Segue una coppietta in un parco e la fotografa di nascosto, ma al momento dello sviluppo scopre di aver inconsapevolmente assistito a un tentativo di omicidio. Le foto parlano chiaro... o forse no? Ispirato da un racconto breve di Julio Cortázar, "Blow up" è un grande film – forse il mio preferito fra tutte le pellicole di Antonioni – sul potere dell'immagine e della comunicazione, e su quello dell'arte e dell'immaginazione come sostituti della realtà. Il significato e il valore di ciò che vediamo risiede nello spettatore, e non nell'oggetto stesso: un'interpretazione quasi da fisica quantistica (evidente nella bella sequenza del concerto degli Yardbirds, che non ricordavo affatto dalle precedenti visioni del film, dove il frammento di chitarra (di Jeff Beck!) di cui si impossessa il protagonista cessa di avere il minimo interesse una volta tolto dal proprio contesto). Formalmente elegantissimo (anche per quanto riguarda musiche, costumi, colori e scenografie), con un David Hemmings che in quegli anni frequentava spesso il cinema italiano (in seguito avrebbe interpretato anche, fra gli altri, "Profondo rosso" di Dario Argento) e una sfuggente Vanessa Redgrave dal volto giovane e severo come Greta Garbo, si conclude con la celebre partita a tennis senza pallina, "mimata" dai clown, ai quali il protagonista si unisce come raccattapalle una volta compresa la relatività dell'esperienza visiva. Una delle modelle fotografate dal protagonista è una giovane Jane Birkin. Primo di tre film di Antonioni girati all'estero e in lingua inglese (i successivi saranno "Zabriskie Point" e "Professione: reporter"), riscosse un inaspettato successo di pubblico e di critica, e vinse la Palma d'Oro a Cannes. Brian De Palma ne ha fatto un remake con John Travolta, "Blow out", dove alla suggestione delle immagini ha sostituito quella del sonoro.

3 commenti:

Luciano ha detto...

Un film che mi emoziona ogni volta che lo vedo e che riesce a "mostrarsi" sempre diverso al mio sguardo. Un film sullo sguardo e l'immagine che, deformata dall'ingrandimento, acquisisce nuovi significati.

Adriano Max ha detto...

Blow-up: ingrandire: cercare l'immagine all'interno dell'immagine. Una ricerca verso l'illusione dell'atomicità che a mio avviso (ma la mia cultura cinematografica è modesta) non è ancora stata esplorata a fondo in campo cinematografico... i film che mi ricordano di più questa ricerca sono quelli di Wenders, come 'Lo Stato delle Cose'...

Christian ha detto...

Un altro film su questo tema (e che, peraltro, è stato influenzato proprio da "Blow up"), è "La conversazione" di Francis Ford Coppola.