14 maggio 2007

È arrivata la felicità (F. Capra, 1936)

È arrivata la felicità (Mr. Deeds goes to town)
di Frank Capra – USA 1936
con Gary Cooper, Jean Arthur
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Visto in DVD con Martin, in originale con sottotitoli.

Dopo aver ereditato venti milioni di dollari da uno zio mai conosciuto, il generoso e sempliciotto Longfellow Deeds – suonatore di tuba e poeta a tempo perso – si trasferisce dal piccolo paesino di Mandrake Falls a New York. Qui tutti vorrebbero approfittare della sua ingenuità, da questuanti di ogni tipo ai disonesti amministratori del suo patrimonio, fino a una giornalista che riesce a conquistare il suo affetto nascondogli la propria professione e scrivendo a sua insaputa articoli che ne dileggiano il comportamento; nauseato dalla vita cittadina, Deeds decide di donare tutta l'eredità agli agricoltori vittime della Depressione, ma per questa sua scelta viene accusato di essere pazzo. In tribunale, difendendosi da solo, riuscirà a dimostrare di essere più sano lui di tutti gli altri abitanti della città. Non ho mai amato particolarmente il populismo di Frank Capra, e questo film non fa eccezione. A parte alcune battute qua e là (come quella sulle abitudini della gente mentre si concentra, sottolineate da Deeds al processo), la storia risulta fiacca soprattutto nella parte centrale e in quella sentimentale, banale e telefonata, e non offre altro che i soliti buoni sentimenti e l'elogio della semplicità, dell'infantilismo, del buon senso e della generosità che si ritrovano negli altri film del regista e che mi hanno sempre dato fastidio. Cooper mi è sembrato fuori parte in un ruolo che sarebbe calzato meglio a James Stewart, mentre nel cast spicca un giovane e simpatico Lionel Stander nella parte della guardia del corpo incaricata di tenere lontano i giornalisti.

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