5 aprile 2007

Un ponte per Terabithia (G. Csupo, 2007)

Un ponte per Terabithia (Bridge to Terabithia)
di Gabor Csupo – USA 2007
con Josh Hutcherson, AnnaSophia Robb
***

Visto al cinema Excelsior, con Hiromi.

Un gran bel film sul mondo dell'adolescenza e sull'immaginazione vista come "evasione del prigioniero, e non fuga del disertore" (per dirla con le parole di J.R.R. Tolkien). La storia è quella di due ragazzini dotati di grande fantasia e creatività (lui, Jess, introverso e sensibile, è abile a disegnare, mentre lei, Leslie, "nuova arrivata" ed emarginata da tutti, ha una predisposizione per inventare storie fantastiche) che insieme danno vita a un mondo immaginario, il reame di Terabithia, raggiungibile semplicemente oltrepassando un fossato nel bosco adiacente alle loro case. Spacciato dai distributori come un fantasy tipo "Eragon" o "Le cronache di Narnia", la storia ricorda invece piuttosto "Creature del cielo" di Peter Jackson, anche se i personaggi e l'atmosfera sono decisamente meno insani. La cosa più bella è l'amalgama fra realtà e fantasia, con la seconda che non giunge mai a prevalere sulla prima (niente voli pindarici o – peggio ancora – trasformazione della vicenda in una vera e propria saga fantasy). In particolare, proprio le relazioni di Jess con le persone che gli stanno intorno – il padre, da cui desidererebbe ricevere maggior attenzione e affetto; le quattro sorelle, con una sola delle quali (la piccola May Belle, che lo idolatra) ha un buon rapporto; i bulli e i compagni di scuola; gli insegnanti, compresa quella di musica di cui è innamorato – rimangono costantemente al centro della pellicola. E il gioco e la fantasia non diventano mai una scusa per rimuovere il dolore o le cose brutte della vita, ma semplicemente un modo per trovare la forza di affrontarle e di superarle. A questo proposito, è estremamente bello e commovente il finale (avevo quasi le lacrime agli occhi), che giunge dopo la svolta improvvisa e davvero inaspettata a tre quarti di film. I personaggi sono descritti in maniera assolutamente non banale, così come i loro sentimenti. Il regista, ungherese ed esordiente nel campo del lungometraggio live action, è più noto per aver dato vita, con la moglie Arlene Klasky, agli studi di animazione Klasky-Csupo (che si sono occupati ovviamente degli effetti speciali del film, peraltro limitati all'essenziale, come deve essere). Bravi anche gli attori, giovani e sconosciuti. Girato in Nuova Zelanda (ormai deve essere un "must" per un certo tipo di storie).

Nota: il film è tratto da un romanzo per ragazzi del 1977 che nei paesi di lingua anglosassone pare sia abbastanza popolare: viene spesso letto nelle scuole e, negli Stati Uniti, è talvolta bandito dalle solite biblioteche pubbliche perché "osa" accostare il tema della morte e del dolore a quello dell'adolescenza.

3 commenti:

Suonatoredicorno ha detto...

bello davvero, cattiva pubblicità che ne ha ho circoscritto l'uscita a un pubblico "particolare"... Ho scritto un post sul mio blog leggilo pure se ti va.

Fabio ha detto...

Bello! Bel consiglio. :)

Anche io ero stato ingannato dal trailer e per metà film mi aspettavo uno sviluppo fantasy in piena regola, specialmente di fronte ad una ragazzina dai tratti elfici (ma dove l'hanno trovata? Oo).

Alla fine il taglio del film non mi è dispiaciuto affatto. Crudele il regista a non concedere una piccola soddisfazione finale e far ritrovare il personaggio perduto almeno nel mondo di fantasia. :(

Christian ha detto...

Infatti, è un bellissimo film che meriterebbe più notorietà! ^^

Purtroppo sono tanti i bei film che vengono penalizzati dai distribuitori che stupidamente li "spacciano" per quello che non sono. Un esempio perfetto è stato "Se mi lasci ti cancello", che con quel titolo ha attirato in sala solo i fan delle commedie hollywoodiane, che naturalmente non lo hanno gradito.