12 febbraio 2007

Inland Empire (D. Lynch, 2006)

Inland Empire – L'impero della mente (Inland Empire)
di David Lynch – USA/Polonia 2006
con Laura Dern, Justin Theroux
**

Visto al cinema Arlecchino, con Marisa.

Come mi aspettavo, l'ultimo film di Lynch è un'incubo visionario caratterizzato dalla sovrapposizione di diversi piani di realtà (o di universi paralleli). Ma se in "Mulholland Drive" i piani erano sostanzialmente due, quello "reale" e quello onirico, qui invece le cose sembrano – a una prima visione, ma ne serviranno altre – ben più complicate. "Inland Empire" (ma il titolo, per volontà esplicita del regista stesso, andrebbe scritto tutto in maiuscolo) è forse la storia di un'attrice alle prese con una difficile parte nel remake di un film "maledetto"? O è la storia del suo personaggio e della sua vicenda di degradazione fino alla morte sul selciato della via delle stelle di Hollywood? Si tratta forse soltanto dell'immaginazione di una giovane ragazza che si lascia troppo coinvolgere da quello che vede in tv, al punto da inserire i propri cari (il marito e il figlio) all'interno della vicenda? Oppure è il racconto profetico di una vecchia megera, una vicina di casa che gioca con il passato e il futuro? Sono domande senza risposta, ma se a questo si aggiungono strani personaggi che parlano in polacco, una misteriosa stanza popolata da conigli alle cui frasi rispondono le sonore risate di una platea invisibile (oppure si tratta di una laugh track, come quelle delle sitcom?), angoscianti flussi spazio-temporali e il solito campionario di atmosfere, suoni e colori tipico del cinema del regista, ecco che le tre ore del film si traducono in un frastuono emotivo da gustare senza mettere troppo in funzione il cervello. In fondo Lynch ha cominciato a piacermi quando mi sono reso conto che guardare le sue opere è come ammirare un quadro astratto: non bisogna sempre cercarci una storia, facendo combaciare a forza tutti i pezzi, ma basta lasciarsi assorbire dalle atmosfere proprio come se si assistesse a un sogno privo di consequenzialità logica. Purtroppo, però, "Inland Empire" non ha la brillantezza, il calore e la sensualità del già citato "Mulholland Drive", è un po' troppo lungo e pesante per essere davvero un capolavoro e a tratti mi ha persino annoiato. Ho letto che Lynch ha iniziato a realizzarlo senza avere uno script, e che scriveva ogni scena appena prima di girarla: questo non va a discapito del risultato finale, ma in un certo senso spiega il senso di improvvisazione e di dispersione che ho percepito mentre lo vedevo e la mancanza di valore simbolico delle situazioni e dei personaggi.
La Dern è un'habituè di Lynch, avendo già recitato in "Velluto blu" e "Cuore selvaggio". Fra gli altri volti noti, ci sono Jeremy Irons (il regista), Harry Dean Stanton (il suo assistente Freddy) e Nastassja Kinski in un'apparizione speciale.

6 commenti:

Dome & Edo ha detto...

ne parlano tutti di questo film ed io non sono ancora riuscito a vederlo! mulholland drive mi è molto piaciuto ed anche una storia vera... prima o poi vedrò anche questo spero!
dome

Dome & Edo ha detto...

dimenticavo, se non è di disturbo, ma come si mettono i commenti recenti su blogger? (sono impazzito senza tuttavia riuscire a capire come si faccia)

Dome & Edo ha detto...

ps: se il mio co-blogger edo te lo avesse già chiesto in passato chiedo scusa

Christian ha detto...

Dome: se "Mulholland Drive" ti è piaciuto, vediti pure anche questo, anche se secondo me è meno bello. "Una storia vera", invece, pur bellissimo, era tutto un altro tipo di film...
Per quanto riguarda i commenti recenti, io ho inserito nel codice HTML del Modello un hack che avevo trovato su Bloggerhacks. Ma mi sembra che la pagina dove lo avevo trovato non esista più...
Prova a cercare "blogger recent comments" su Google, se non trovi niente te lo manderò via mail.
Ciao!

marco c. ha detto...

appena visto. concordo in pieno con la tua critica. non ha proprio nessun senso. (secondo me L. è sopravallutato come i tokio hotel)

Christian ha detto...

Forse il suo stile così personale lo aiuta a distinguersi da altri autori e dunque gli procura simpatie che, in effetti, a volte sembrano anche a me un po' esagerate. Io lo ammiro a ondate: dopo "Strade perdute" lo avevo bocciato inesorabilmente, dopo "Mulholland drive" lo avevo riabilitato, e con questo "Inland empire" ha nuovamente perso punti nella mia classifica. Adesso aspetto il prossimo film per decidere se Lynch mi piace davvero oppure no! ^^

Magari nel frattempo proverò a sforzarmi di rivedere "Inland", chissà che non cambi di nuovo idea...