7 agosto 2006

Lamù: Remember my love (K. Yamazaki, 1985)

Lamù: Remember my love (Urusei Yatsura 3: Remember my love)
di Kazuo Yamazaki – Giappone 1985
animazione tradizionale
***

Rivisto in DVD.

Tutti gli abitanti di Tomobiki (il quartiere dove abita Ataru Moroboshi) accorrono all'inaugurazione di un nuovo parco di divertimenti, il Tomobiki Märchenland (da cui prende il nome questo blog!), trovandolo popolato da strane creature. Qui un misterioso prestigiatore trasforma Ataru in un ippopotamo rosa e poi rapisce Lamù, portandola in un'altra dimensione. Scopriremo che si tratta di un suo futuro discendente, intenzionato a darle quella felicità che, secondo lui, restando con Ataru non avrà mai. La storia si intreccia con quella di una misteriosa maledizione che una strega spaziale, furiosa per non essere stata invitata alla sua festa, ha gettato su Lamù al momento della sua nascita (un chiaro rimando alla fiaba della Bella Addormentata nel Bosco). Con il terzo film dedicato al personaggio ideato da Rumiko Takahashi si torna a una narrazione più tradizionale, ma la lezione di Mamoru Oshii (regista dei primi due lungometraggi e di tante puntate della serie tellevisive) non è passata inosservata. Anche se la trama principale è di puro intrattenimento ed è dominata soprattutto da temi comici o romantici, non mancano alcuni dettagli più "inquietanti", sottolineati da una bella colonna sonora con due trascinanti canzoni rock cantate in inglese. In particolare ho sempre trovato deliziosa la sequenza in cui gli abitanti di Tomobiki, una volta che Lamù e gli altri alieni abbandonano la Terra, si scoprono condannati a una vita "normale", quasi fosse stata la presenza della ragazza a catalizzare tutta la follia attorno a loro: e così Shinobu perde la sua forza eccezionale, Mendo non riesce più a comunicare con i polpi, il ciliegio di Ryoko non è più animato, e così via. Il messaggio di Yamazaki (che aveva preso il posto di Oshii come regista anche nella serie tv), in parte ribadito anche nel successivo "Lamù forever", è chiaro: il mondo in sé sarebbe serio e normale, è Lamù che lo rende frenetico e surreale ("Uchuu wa taihen da", "lo spazio è super bizzarro", recitava la prima sigla di coda).

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