27 luglio 2006

Jabberwocky (T. Gilliam, 1977)

Jabberwocky (id.)
di Terry Gilliam – Gran Bretagna 1977
con Michael Palin, Max Wall
**1/2

Cenorava. E i visciattivi cavatalucerti
Girillavano e sfrocchiavano nella serbaja;
mollicciattoli eran gli spennatoli
e gli smarriti verporcelli fistarnuiurlavano.
"Guardati dal mascellodonte, figlio mio!
Le mascelle che mordono e le tenaglie che afferrano.
Sii sospettoso del rapace malco ed evita
lo schiumarioso Bamariolo!

Rivisto in DVD con Monica, Roberto e una marea di altra gente, in originale con sottotitoli.

Non è propriamente un film dei Monty Python (oltre a Gilliam e Palin vi ha partecipato solo Terry Jones), ma ha molto in comune con "Il sacro Graal" di soli due anni prima, a partire dall'ambientazione. Il medioevo inglese, anzi, qui è ancor meglio ricostruito, con tutte le sue lordure, la povertà e l'oscurantismo (nulla a che vedere con lo scenario pulito e disneyano dei film americani dello stesso genere). Il film si ispira alla filastrocca omonima di Lewis Carrol, un gioco linguistico pieno di parole inventate: nei sottotitoli italiani, il Jabberwocky è tradotto "ciarlestrone", mentre nella versione che ho sul libro "Gödel, Escher, Bach" era "mascellodonte". L'umorismo di Gilliam si sposa bene al nonsense di Carroll, e il risultato è a tratti esilarante: vedi le scene con il re Bruno il Discutibile, il suo estenuante araldo, i suonatori, i cavalieri che giocano a nascondino, gli uomini vestiti da suora, eccetera. Rispetto al "sacro Graal" c'è un maggiore impegno produttivo, anche se manca la coralità del film precedente e lo spettro delle gag è ridotto. Comunque, ad avercene oggi film così.

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