15 maggio 2006

Matrimoni e pregiudizi (G. Chadha, 2004)

Matrimoni e pregiudizi (Bride & Prejudice)
di Gurinder Chadha – GB/USA 2004
con Aishwarya Rai, Martin Henderson
*1/2

Rivisto in DVD alla Fogona.

Questa versione finto-bollywoodiana di "Orgoglio e pregiudizio", il romanzo di Jane Austen, non mi aveva entusiasmato quando l'avevo vista al cinema e non mi è piaciuta molto di più ora che l'ho rivista. Continua a sembrarmi un po' piatta e poco coinvolgente, nonostante le vivaci scenografie, i balli e le canzoni che fanno il verso al cinema popolare indiano. Il romanzo, fra l'altro, negli ultimi anni sembra aver avuto una sorte un po' sfortunata al cinema, vista anche la sciatteria del recente adattamento con Keira Knightley. Trasferirne le vicende in India e ai giorni nostri poteva sembrare una buona idea per aggiornarle e approfondirle, invece il risultato è banalotto: spensierato ma un po' stupido nella prima parte, privo di tensione e inutilmente complicato nella seconda (con tutta una serie di voli intercontinentali fra Delhi, Londra e New York). Per di più non è nemmeno un vero film di Bollywood, ma una pellicola a uso e consumo degli spettatori occidentali. A un certo punto, la protagonista si lamenta a proposito dei turisti che si recano in India e poi rimangono negli alberghi o nei villaggi vacanze, illudendosi magari di aver visto la "vera" India. Ebbene, il film non è poi diverso da quegli alberghi: una copia per "turisti" cinefili.
Fra gli attori si salva Aishwarya Rai, più per la sua bellezza che per la recitazione. Lo pseudo-Tom Cruise che interpreta la delicata parte di William Darcy, invece, convince poco. Nel complesso una mezza delusione, visto anche la buona impressione che la regista britannica mi aveva lasciato con il suo precedente "Sognando Beckham".

1 commento:

Martin ha detto...

Io invece M e P non l'ho visto ma potrei utilizzare la tua recensione, cambiando qualche dettaglio, per SB, pellicola che nell'entusiasmo generale è stata da molti sopravvalutata.
Era un periodo in cui in UK era scoppiata la moda delle commedie che sfruttavano le diversità etniche, vedi East is East, e in cui in generale stava nascendo un interesse verso il cinema popolare indiano.
E che hanno avuto in america il loro corrispettivo nei vari matrimoni greci e via dicendo.
Ma, come dissi ai tempi, niente di nuovo sotto il sole ma le solite commediole scontatelle.
A tratti anche gradevoli sia chiaro ma nulla che sia riuscito a dire qualcosa di veramente personale.
Come sempre in questi casi per capire se fu vera gloria non rimane altro che appellarci alla prova del tempo.