7 maggio 2006

La grazia (A. De Benedetti, 1929)

La grazia
di Aldo De Benedetti – Italia 1929
con Giorgio Bianchi, Carmen Boni, Ruth Weyher
***

Visto ieri in DVD, con Martin.

Una vera sorpresa. Un film muto quasi del tutto dimenticato (non figura nemmeno sul Mereghetti, almeno fino alla scorsa edizione), restaurato recentemente a partire dall'unica copia esistente (in pessime condizioni), edito in un DVD allegato all'Unione Sarda e distribuito solo in Sardegna! Il regista non ha poi diretto più nulla e in seguito ha lavorato come sceneggiatore e commediografo: peccato, perché nella pellicola mostra qualità tecniche non indifferenti, tanto nella composizione delle scene quanto nella direzione degli attori. Il film è tratto da una novella di Grazia Deledda ("Di notte") e dall'opera lirica verista ("La grazia") che ne era stata ricavata agli inizi del secolo. Narra una storia di passione, tradimento, vendetta e redenzione ambientata in una Sardegna folcloristica ma calda e viva. Bellissime, soprattutto, le scenografie: il paese nell'entroterra sardo fra le montagne ricoperte di neve dove vive Simona, la pastorella corteggiata dal protagonista, e la dimora moderna e futurista della donna ammaliatrice che lo tenta e lo tiene lontano dalla sua bella. Uno di quei muti dove le (poche) didascalie sono quasi superflue: gli stati d'animo e i sentimenti sono perfettamente trasmessi dagli sguardi e dalle espressioni dei bravi attori. Non sfigurerebbe accanto a capolavori come "Aurora" di Murnau o "Diario di una donna perduta" di Pabst. Da segnalare anche l'ottima colonna sonora presente sul DVD, composta per l'occasione dal pianista Romeo Scaccia.

1 commento:

Martin ha detto...

Hai riassunto bene gran parte delle considerazioni che abbiamo fatto insieme e quindi sul film posso aggiungere poco.
Mi sembra giusto però sottolineare ancora meglio la validità del progetto che ha portato al recupero e al restauro di questo film e che alla fine ha prodotto l'edizione in dvd.
Sono davvero encomiabili l'accuratezza e la passione contagiosa di chi ha curato l'edizione, davvero un valore aggiunto importante quando si cerca di valorizzare un prodotto culturale valido ma, in teoria, difficile da proporre al grande pubblico.