6 aprile 2006

Truman Capote (B. Miller, 2005)

Truman Capote – A sangue freddo (Capote)
di Bennett Miller – USA 2005
con Philip Seymour Hoffman, Catherine Keener
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Visto questo pomeriggio, al cinema Eliseo.

È praticamente il "making of" del romanzo-inchiesta "A sangue freddo" di Capote, sul massacro di un'intera famiglia in un angolo remoto del Kansas da parte di due rapinatori. Il film segue le ricerche dello scrittore sull'argomento e il suo rapporto di amore/amicizia con uno dei due assassini.
Da come ne avevo sentito parlare e ne avevo letto, mi aspettavo francamente di più. Mi è sembrato un film freddo e impalpabile, troppo asciutto per riuscire a coinvolgermi. La sceneggiatura non approfondisce nessun personaggio: l'unico che alla fine rimane impresso, Capote appunto, lo deve soprattutto alla recitazione del bravissimo Hoffman (Oscar meritato per lui, che avevo già apprezzato in "Magnolia" e "La venticinquesima ora"). A parte il protagonista, il film non ha molte carte da giocare e cinematograficamente è piuttosto povero. La regia e le immagini non mostrano quello che in teoria ci sarebbe nel testo: né la "convergenza" fra i due mondi, quello borghese e quello disagiato, né il rapporto fra Capote e il criminale, descritto in maniera superficiale con una serie interminabile e ripetuta di visite in carcere. Che lo sceneggiatore giochi a tirarsi indietro è evidente poi nella scena della lettura pubblica del libro da parte di Capote, dove ci viene fatto ascoltare il paragrafo introduttivo, una semplice descrizione ambientale, anziché i brani che parlano dei criminali, che poi il pubblico loda come "sconvolgenti".

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