2 aprile 2006

Sfida infernale (John Ford, 1946)

Sfida infernale (My Darling Clementine)
di John Ford – USA 1946
con Henry Fonda, Victor Mature, Linda Darnell
**1/2

Visto in DVD, con Martin.

Un classico di Ford che non avevo mai visto (credevo di sì, ma evidentemente i miei lontani ricordi si riferivano a "Sfida all'O.K. Corral" di John Sturges). C'è tutto quello che ci si aspetta: Wyatt Earp e Doc Holliday, sceriffi e saloon, ballerine e maestrine, pistoleri e ladri di bestiame, misfatti e vendette. Tecnicamente, poi, Ford è davvero grandissimo. Le sue inquadrature sono sempre eccellenti, l'uso degli spazi e la costruzione delle scene anche, per non parlare dei paesaggi e dell'atmosfera. E allora perché non mi ha entusiasmato? Mi è piaciuto, sì, ma non quanto altri classici western di quell'epoca (da "Mezzogiorno di fuoco" a "Un dollaro d'onore").
Insomma, perché John Ford non riesce a entrare nel novero dei miei registi preferiti? Forse quello che lo frena ai miei occhi è l'ingenuità "hollywoodiana" dei suoi film, i personaggi un po' troppo bonari, poco ambigui anche quando cercano di esserlo (Victor Mature non è mai convincente come Doc Hollyday. Perfetto, invece, Henry Fonda). Forse non riesco a sentirne l'epicità, la caratteristica per me più importante in un western, che pure molti dicono che ci sia. Non ci trovo tragedia, né malinconia, né potenza, né furore. Sicuramente non ci trovo tensione, semmai fra i pregi dei film c'è la rappresentazione della tranquillità morale degli "uomini onesti che lottano per la pace e il progresso".
Restano l'ottima fotografia in b/n, i bei paesaggi della Monument Valley, quei cieli stupendi pieni di nuvole luminose anche di notte, le inquadrature dello sceriffo seduto sotto la veranda ai bordi della strada, i piccoli momenti umoristici che precedono la tempesta ("Sei mai stato innamorato, Mac?" "No, ho fatto il barista tutta la vita"). E il rendersi conto che il film, più che sulla sfida citata nel titolo italiano, è in realtà incentrato sull'amicizia fra Earp e Hollyday, sul rapporto fra gli uomini e le loro donne, sui valori della famiglia: forse il titolo originale era più sincero.

3 commenti:

Martin ha detto...

Che sorpresa.
Hai fatto di me un uomo felice e tu sai perchè....
Tanto che ti "perdono" il tuo mancato entusiasmo per questo capolovoro fordiano.
Anche perchè lo capisco, pur non condividendolo, perchè a me capita la stessa cosa con Hitchcock altro mostro sacro del cinema di tutti i tempi.
E poi riconosco l'onestà del tuo giudizio nei confronti dell'autore in generale.
E poi oggi sono unn uomo feliece....

Anonimo ha detto...

Beh, contando che Ford ha anche fatto "Ombre Rosse" (e già con questo che per l' epoca quando il western era altro e che regge bene gli anni...), poi "Sentieri Selvaggi" e "L' Uomo che uccise Liberty Valance"... mah!
Vabbé, "Un Dollaro d' Onore" è una mitica pellicola. "Mezzogiorno di Fuoco" anche m' è piaciuto (però oslo quattro banditi...) personalmente (e per fortuna) non trovo "astio" verso i registi, mentre capita ovviamente per i singoli film in ogni filmografia o quasi di esso.

Christian ha detto...

Ciao anonimo, perché non ti firmi?
Non preoccuparti, non ho nessun astio verso Ford (verso altri registi sì, come verso altri ancora ho una sorta di venerazione). Il problema è che mi piace tecnicamente, ma raramente mi "prende" emotivamente. "Ombre rosse" è un capolavoro, su questo sono d'accordo, mentre "Sentieri selvaggi" (dovrei rivederlo) e "Liberty Valance" non mi hanno mai entusiasmato. Gli preferisco Hawks di gran lunga.