2 aprile 2006

I guardiani della notte (T. Bekmambetov, 2004)

I guardiani della notte (Nochnoi dozor)
di Timur Bekmambetov – Russia 2004
con Konstantin Khabensky, Vladimir Menshov
**1/2

Visto in divx, da Monica.

Vampiri, stregoni e "mutantropi", divisi fra seguaci della Luce e seguaci delle Tenebre, vivono da secoli segretamente in mezzo agli uomini, in attesa dello scontro finale. Anton, appartenente ai guardiani della notte (una sorta di "poliziotti" della Luce che vigilano affinché i nemici non rompano la tregua), scopre di avere un figlio e che il bambino – conteso fra le due fazioni – sarà destinato a sconvolgere l'attuale equilibrio. Tutto già visto? Il solito blockbuster sui "vampiri urbani", un tema che negli ultimi tempi sembra essere particolarmente in voga? Non esattamente, perché si tratta di una pellicola russa. E si nota in molte cose. Come diceva Vincent Vega, sono i piccoli particolari a fare la differenza. I volti degli attori russi, innanzitutto, ambigui e inquietanti, tutt'altro che "belli". L'iconografia e le caratteristiche dei vampiri, così lontani dal look gotico e dark che sembra ormai imprescindibile in occidente. La mitologia bizantina che li circonda (Mosca che sprofonda in un vortice di distruzione soltanto perché qualcuno ha maledetto una donna). Personaggi meno pretenziosi che in "Underworld", più realistici e umanizzati. Buoni e cattivi che in fondo non sono poi molto diversi tra loro, al punto da poter essere amici (il vicino di casa del protagonista fa parte della setta rivale, eppure i due si frequentano e si scambiano favori). Abituato a film russi "d'autore" (Tarkovskij, Michalkov, Sokurov...), trovarmi di fronte a una pellicola "commerciale" mi ha fatto uno strano effetto. Il livello produttivo è decisamente buono, e gli effetti speciali sono piuttosto originali. L'ambientazione horror ha sicuramente favorito il successo (enorme in patria) anche all'estero. Ho anche notato con divertimento alcuni tocchi "alla JoJo" qua e là: dal combattimento contro il vampiro invisibile che può essere visto soltanto negli specchi, al megacattivo che si prepara per lo scontro finale allenandosi con un videogioco. La storia è tratta da una serie di romanzi di Sergei Lukyanenko: questo è il primo di una trilogia. A questo punto, attendo di vedere il seguito (appena uscito in Russia).

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi sono riletto il post 5 volte per capire se il film ti è piaciuto prima e poi quanto ti è piaciuto.
Divertente.

Christian ha detto...

Non era quello che volevi? :-P
Comunque, sì, mi è piaciuto.

Anonimo ha detto...

Assolutamente sì.
Tra l'altro avevo dimenticato di dirti che Dopo aver citato Takashi Miike il buon Jodorowsky ha fatto un altro nome di regista orientale.
O meglio, per citare un altro esempio di cinema veramente "libero" ha parlato di come sia rimasto a bocca aperta guardando l'Isola. Altro film di cui ogni tanto si parla anche noi....

Valia ha detto...

finalmente ho letto il libro e ieri ho visto il film
;_________________;
perchè hanno cambiato tutto?
;_________________;
in pratica tutto quello che ti è piaciuto nel testo originale NON esiste >_<
mi aspettavo tutt'altro...diciamo che sono abbastanza delusa...
e poi la storia del videogioco era proprio una tamarrata -.-'
e la totale totale assanza di magia? perchè non c'era? addirittura invece di comuicare telepaticamente usavano i cellulari e gli auricolari -.-'
alla fine l'unica cosa corretta erano i nomi dei personaggi...
a parte questo, sono davvero perplessa dall'abbigliamento/accessori (ma che montature di occhiali hanno!) dei protagonisti O_Omi sembrava di vedere un film degli anna ottanta
cmq il film in sè non è pessimo...mi sarebbe piaciuto di più se non avessi letto il libro? forse sì, forse no...
c'era un cameo interessante, almeno per me: mentre Egor si prepara ad affrontare i vampiri, in tv trasmettono l'episodio di Buffy the vampire slayer, in cui la protagonista incontra Dracula ^________^

Christian ha detto...

Valia, ti rispondo adesso perché solo ora ho visto il tuo commento!
Io il libro non lo ho letto, e dunque non ho potuto fare confronti. Del film mi è piaciuto proprio l'approccio verso il tema dei vampiri, un po' diverso, proprio nei particolari, rispetto alle pellicole recenti occidentali (Underworld e simili): più "old fashioned", se vuoi, ma comunque sullo stile moderno-urbano e non su quello classico alla Dracula.
Quando si è letto un libro, guardare il film che ne è stato tratto è sempre qualcosa di particolare e rischia di influenzare (in positivo o in negativo) un giudizio che invece dovrebbe essere meno dipendente dalla fedeltà dell'adattamento. A volte converrebbe guardare prima il film e soltanto poi leggere il libro. Altre volte, invece, il contrario: ma come si fa a saperlo in anticipo?