22 marzo 2006

Note sul blog

Ho iniziato a scrivere questo blog per tenere un diario delle mie numerose visioni cinematografiche (e casalinghe) e fissare così impressioni e considerazioni sui vari film, anche perché c'è sempre il rischio di dimenticare alcune cose a distanza di tempo (di troppe pellicole che ho visto in passato ricordavo ormai solo se mi erano piaciute o meno, ma non i dettagli). Scrivo dunque più per me stesso che per il pubblico: per questo motivo indulgo spesso a raccontare particolari della trama, e pertanto la lettura è sconsigliata a chi non ha visto i singoli film e non vuole rovinarsi la sorpresa.

Il voto in stelline (da una a quattro, come nel dizionario di Mereghetti) non rappresenta un giudizio oggettivo sul valore del film ma semplicemente un indice di gradimento personale, o se preferite un indicatore della mia "sintonia" con esso, e dunque può essere influenzato (e anche modificato a distanza di tempo) da fattori soggettivi e aleatori come nostalgia, buonumore o condizioni di visione. Se due film hanno lo stesso voto, perciò, non significa necessariamente che io li ritenga belli o importanti in ugual misura, ma solo che mi sono piaciuti allo stesso modo. Inoltre, non ha senso confrontare i voti di film di generi, epoche o autori differenti: il voto attribuito a un film d'azione andrebbe paragonato con quelli di altre pellicole simili, e non certo con quelli dati ai film di Bergman (in altre parole, un **1/2 dato a Stallone e un **1/2 dato a Kieslowski non sono lo stesso voto!). Cerco comunque di giudicare le pellicole con una certa prospettiva storica, e anche per questo motivo do molto raramente il massimo (****) o il minimo (*) dei voti: riservo le quattro stelline ai miei cult movie assoluti, i film "da portarsi sull'isola deserta" e che non mi stancherei mai di rivedere, e la stellina singola a quelli in cui non ho trovato nulla da salvare o che ho ferocemente odiato. La scala vera e propria, dunque, in pratica va soltanto da *1/2 a ***1/2.

Amo il cinema di ogni periodo storico, di ogni paese e di ogni genere, senza preclusioni né verso le pellicole commerciali né verso le sperimentazioni artistiche. Ma naturalmente anch'io ho le mie preferenze, in particolare adoro il cinema asiatico (soprattutto giapponese), quello americano classico (dagli anni '30 agli anni '50) e quello francese. A costo di essere bollato come contenutista, ritengo che spesso la sceneggiatura sia l'elemento più importante di un film (non mancano le eccezioni, naturalmente). I miei registi preferiti sono Stanley Kubrick, Akira Kurosawa, Fritz Lang, Luis Buñuel e Sergio Leone, ai quali ne seguono moltissimi altri (Billy Wilder, Howard Hawks, Joseph L. Mankiewicz, Ernst Lubitsch, Yasujiro Ozu, Takeshi Kitano, Tsai Ming-Liang, Wong Kar-Wai, Martin Scorsese, Ridley Scott, Roman Polanski, Sam Peckinpah, Abbas Kiarostami, Hayao Miyazaki, Eric Rohmer, François Truffaut, Jacques Demy, Charlie Chaplin, Michelangelo Antonioni, Peter Greenaway, Pedro Almodóvar, Aki Kaurismäki, Werner Herzog, Edgar Reitz, John Woo, Peter Weir, Miloš Forman, Peter Jackson, Lars von Trier, e chissà quanti ne ho dimenticati).

Commenti e feedback sono sempre graditissimi, soprattutto se in argomento con i post (che si tratti di pareri di poche righe o di profonde contro-recensioni) e anche se siete in disaccordo con me. Mi ritengo però libero di cancellare insulti gratuiti, polemiche inutili, spam o interventi off topic.

Per chi si chiedesse infine da dove viene il nome del blog, è quello del parco dei divertimenti di Tomobiki, il quartiere fittizio di Tokyo dove vivono i personaggi della serie di animazione giapponese "Urusei Yatsura" (meglio nota in Italia come "Lamù, la ragazza dello spazio"). Anche il personaggio in alto a sinistra, il "kotatsu-neko", proviene dalla stessa serie.

0 commenti: